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cinema
25 luglio 2006
Il mitico film "LA BANDA DEGLI ONESTI"(1956)

Vi ricordate di Don Antonio Bonocore (Totò),portiere di uno stabile della vecchia periferia romana postbellica,dello sfortunato tipografo- Lo Turco (Peppino De Filippo) - il pittore Cardone (Giacomo Furia)  nonché la costante e persistente presenza del ragioniere Casoria (Luigi Pavese)?

Non vi ricordate di un cliché della Banca d’Italia delle vecchie diecimila lire annusato da tre sedicenti falsificatori pronti a passare “dalla parte del ragioniere Casoria”?

Siete ancora perplessi? Lo dite sul serio???

Ma dai, è il mitico film “ LA BANDA DEGLI ONESTI” anno 1956 e

Interpretato magistralmente dai grandi attori , Totò,Peppino de Filippo e  Giacomo Furia, supportati da una storia surreale( poi non tanto) con una bella ambientazione neorealistica del tempo che fu,elementi che rendono questo film del regista Camillo Mastrocinque, un piccolo capolavoro .

Il canovaccio della storia è essenziale ma ricco di spunti per il funambolico genio comico di Totò e della capacità di stare al passo delle sue trovate degli altri due protagonisti.

Esso parte dal “gravoso lascito” che un ex dipendente della Banca d’Italia appioppa al povero ma onesto portiere di uno stabile popolare romano –Antonio Buonocore/Totò - i cliché delle nuove 10.000 lire(i cosiddetti lenzuoli - "….ah si ne ho sentito parlare!" ), trafugati dallo stesso dipendente prima che andasse in pensione e che ,in punto di morte gli pesano molto di più che di tutta la riserva aurea della banca di stato.

Il buon Buonocore/Totò ,anche se a malincuore ,accetta l’incarico espiativo di eliminare la pericolosa prova,ma il rapporto conflittuale con l’amministratore del condominio,un non troppo onesto ragioniere Casoria (“..ragioniere dalle mie parti fa molto freddo e l’attuale quantitativo di carbone della caldaia non basta –rispondendo alla proposta di farsi complice per una truffa sulle spese di riscaldamento – al mio paese si chiama peculato-“),l’imminente ipotesi di sfratto fatta veicolare dal disonesto Casoria e i tanti problemi economici e familiari, costringono il nostro eroe a pensare seriamente di diventare la succursale della Banca d’Italia e dopo aver  provato invano di stamparsi qualche banconota ,si vede costretto ad interpellare altri complici.

Da questo film si inaugura il felice connubio di una delle coppie cinematografiche più brave, prolifiche ed amate dal grande pubblico,Totò e Peppino.

Quest’ultimo interpreta il tipografo Lo Turco(vittima di deformazioni del cognome come,Lo Turzo,Lo Struzzo,Gianturco e così via) proprietario di “un’avviata attività imprenditoriale” piena di debiti come il suo padrone.

Esilaranti le scene ambientate nella tipografia “ah questa è la famosa petalino di Bordini e Stocchetti “ Nell’affare fanno entrare tra mille titubanze il pittore squattrinato(“… Cardone l’intimo non le rode???),un po’ bigotto ( “…facciamo peccato”)  e mammone (“…io ho la mamma; mammina che dirà se lo viene a sapere”), (“…Cardone tutti abbiamo una mamma”)di insegne ,Cardone interpretato da un’ottimo Giacomo Furia messo in mezzo giusto per la sua conoscenza dei colori(“….qua non è una cosa di bianco e nero,ma di colori grassi,di nouace.”).

Le titubanze dei tre persiste;chi ha timore di mettere in repentaglio la sua  attività e la famiglia (“.. Bordini e Stocchetti uguale cambialetti),chi per motivi religiosi, chi per spirito di contraddizione, fatto sta che riescono in una riunione segreta nella tipografia di Lo turzo,pardon Lo Turco, a trovare le motivazioni morali e presunte legali per dare avvio alla neoattività illecita (“..queste sono le diecimila lire della la dependance della Banca D’Italia” ), ( “…e che ci fanno a noi,i cliché sono originali,la carta pure,tutto al più un reato a responsablità limitata”).

Finalmente inizia l’opera e tra carta igienica,confessioni,Gerusalemme liberate e cocomeri con i calamari americani,i nostri stampano con verve da vecchia comica, una grossa quantità di biglietti da diecimila.

Ma se i nostri eroi sono spiantati cosa hanno usato come campione?

Ovviamente il nostro Antonio Buonocore ha dovuto impegnarsi l’orologio del padre dall’usuraio Pizziconi“ un ricordo di famiglia,un sarcofago originale”.

Realizzato il bottino ognuno porta a casa la sua parte però bisogna fare la verifica del lavoro fatto e cioè lo spaccio della banconota.
Dopo un’esilarante conta dalla quale tocca a Totò spacciare la banconota in un tabacchi d’epoca i tre visto l'esito positivo esultano sul risultato raggiunto.

A rompere le uova nel paniere arriva il figlio finanziere,Riccardo ( Guido Martufi) a cui danno iol compito di indagare  su di una banda di falsari.

Temendo di essere scoperto e di rovinare il figlio, che nel frattempo si è fidanzato con la figlia di Lo Turco, convince tutti di essere nell’occhio della legge e di desistere dallo spaccio delle banconote.

Anche gli altri  convengono e tutto termina con un un falò finale (“…un falò di fuoco?)  ben contenti dell’onestà riacquistata,gioia sconvolta dal gesto di Totò di buttarsi nel fuoco (“ …nella foga del momento ho buttato lo stipendio nel fuoco”).

E la 10.000 spacciata?Era quella dell’usurario Pizziconi per l’orologio di Totò che a sua volta era anche un falso ma di altri autori(quelli scovati dal figlio).

Divertentissimo film ,con battute che hanno fatto storia,un cast affiatato nonché le ambientazioni in una Roma povera e nella dura vita del periodo della  ricostruzione, Totò risulta un mimo eccellente e pervicace torturatore con protagonisti che con arte ed abilità gli seppero dare lo spunto per la creazione di momenti unici.

Un film ,un capolavoro,ma soprattutto un grande antistress e una rinfrescante soluzione in queste afose serate d’estate.

 



 
 
[Tot??Peppino De Filippo]
foto tratte da :http://www.ibmsnet.it/toto/onesti.htm
http://www.antoniodecurtis.com/onesti.htm

Scheda del film:

da http://www.antoniodecurtis.com/onesti.htm

Regia : Camillo Mastrocinque
Soggetto : Age, Scarpelli
Sceneggiatura : Age, Scarpelli
Fotografia : Mario Fioretti
Scenografia : Alberto Boccianti
Musica : Alessandro Cicognini
Montaggio : Gisa Radicchi Levi
Aiuto regia : Mauro Morassi
Direttore produzione : Vittorio Musy Glori
Produzione : Broggi e Libassi per la DDL,Roma
Durata: 108 minuti

Interpreti e personaggi:
Tot?i>( Antonio Bonocore )
Peppino De Filippo( Giuseppe Lo Turco)
Giacomo Furia( Felice Cardoni )
Gabriele Tinti( Michele Bonocore )
Giulia Rubini( Marcella Lo Turco )
Anita Ciarli( la madre di Antonio )
Yoka Berretty( Marlene,la moglie di Antonio )
Nando Bruno( il maresciallo Denti )
Salvo Libassi( il brigadiere Solmi )
Mario Meniconi( un finanziere )
Luigi Pavese( il ragionier Casoria )
Lauro Gazzolo( il signor Andrea )
Gildo Bocci( il tabaccacio )
Enzo Maggio( il barista )
Memmo Carotenuto( l'aspirante portiere )
Guido Martufi( Riccardo )
Andrea De Pino( il dottore )


 

 




permalink | inviato da il 25/7/2006 alle 21:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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